mercoledì 3 febbraio 2010

La Stampa : La Cina sulla Luna

Secondo quanto riporta oggi il Guardian on line la Cina potrebbe far atterrare i suoi astronauti sulla luna entro 10 anni.
Dopo la decisione di Obama cancellare dagli obiettivi della Nasa il ritorno sulla luna la porta è aperta per gli altri paesi con la Cina in pole position per diventare la seconda nazione a far atterrare l'uomo sulla superficie lunare.

«La luna è un obiettivo chiaro per la Cina e che potrebbero essere raggiunto nel 2020» ha detto Ken Pounds, professore di scienze spaziali a Leicester University.

Nel 2004, il governo cinese aveva annunciato un programma di esplorazione lunare che prevedeva l’invio di satelliti senza equipaggio prima in orbita poi sulla superficie con lo scopo di raccogliere di campioni di roccia entro 2020. Il lancio di una sonda è già previsto per il mese di ottobre di quest'anno con l’obiettivo di fare una scansione della superficie della luna da un'altezza di 60 miglia e cercare siti di atterraggio adatti per le future missioni.

Il programma per l’esplorazione dello spazio della Cina prevede una spesa di 2 miliardi di dollari l’anno, un decimo rispetto alla Nasa. Nel 2003 c'è stato il primo volo in orbita intorno alla terra per un astronauta cinese; da allora il programma spaziale è cresciuto fino a pensare di lanciare tre stazioni spaziali tra il 2011 e il 2015 e di inviare una missione sulla luna forse già nel 2022.

Gli esperti sono in attesa di vedere come l'agenzia spaziale cinese reagirà ai piani di Obama per la Nasa. La Cina potrebbe pensare che questa sia la sua occasione per vincere la corsa sulla luna, o potrebbero sentire scendere la pressione e non precipitare le cose.
«Gli americani sono gli unici che possono dire “siamo stati lì” ma il punto è che non ci sono adesso» ha commentato Pounds.

Una missione con equipaggio sulla Luna nel XXI secolo sarebbe molto diversa da quella del programma Apollo. Gli astronauti potrebbero esplorare tutta superficie lunare trasmettendo immagini e filmati ad alta risoluzione e la comunicazione sarebbe chiara e frequente. La luna è e sarà un obiettivo importante per gli tutti i paesi, esserci diveterà una "questione politica".
--------------------

1 commento:

Paolo Baldo ha detto...

Non sono d'accordo su quanto scritto dal Guardian.

Innanzitutto la porta per la Luna è aperta da sempre, per chi ci vuole andare. La NASA non ha mai avuto le chiavi ne tantomeno la sua proprietà. Non vedo quindi cosa c'entra la decisione di Obama con le ambizioni lunari della Cina.

Con 2 miliardi di dollari all'anno non si va sulla Luna! Per dare un'idea, il programma STS della NASA assorbe oltre 3 miliardi di dollari all'anno.

Se andare sulla Luna fosse una questione politica perché nessuno ci è andato per 40 anni? La politica si serve di ben altre cose per fare pressioni o imporsi sugli stati "rivali". Andare sulla Luna (o meglio ritornarci) sarà una questione scientifica. Qualunque sarà la nazione che ci rimetterà piede non lo farà certo per dire sono arrivata seconda ma perché avrà un preciso piano di esplorazione scientifica.

Cerca nel blog